04 Luglio 2020
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Riflessione sulla Fede in Gesù Cristo

19-09-2013 17:52 - MEIC Lucca
FEDE IN GESU´ CRISTO quattro parole che assieme hanno un significato così dirompente e profondo che per esprimeli sono stati usati veramente fiumi d´inchiostro, biblioteche, giga, ecc
che non ne esauriscono il significato né lo esauriranno perché hanno a che fare con la sfera più profonda dell´esistenza, che non concercono solo la nostra interiorità ma ci aprono alla relazione più profonda e più drammatica cioè quella con l´Assoluto. Non siamo nel campo di ciò che l´uomo costruisce elabora con le sue forze fisiche ed in intellettuali ma è dono dell´Altro, l´uomo con le sue capacità si rappresenta l´esperienza, la dice, la comunica. Chi vive l´esperienza di fede dice con LG "Cristo è la luce delle genti" "la luce di Cristo è riflessa sul volto della chiesa"
La frase per essere compresa anche solo nel suo significato letterale rimanda a contesti di significato molto profondi e complessi: La storia di israele
Per la prima generazione cristiana era semplicemente la fede di Israele: dal di dentro di questa i primi discepoli di Gesù e degli apostoli hanno letto gli eventi singolari di cui erano stati protagonisti o di cui avevano accolto la testimonianza; in questo contesto si sono formate delle comunità che gradualmente si scoprono diverse da quella che era la comune aggregazione di base del popolo di Israraele e ad un certo punto si ritrovano come distaccate dalla radice sulla quale erano spuntate.
Gli Atti ci informano che per la prima volta i discepoli furono chiamati crisitani ad Antiochia, non ci informano come è accaduto che in qualche circostanza i cristiani hanno dato un nome ai loro raggruppamenti : come i gruppi si sono chiamati ekklesia-ekklesiai, che traduciamo chiese. Questo termine è usato in abbondanza nella letteratura paolina, nelle lettere autentiche e nelle deutopaoline, ricorre 61 volte, 23 negli atti, 19 in apocalisse. il termine ekklesia non è usato nei vangeli, infatti lo troviamo solo in Mt 16,18 "e io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa -ekklesia- e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa" e in Mt 18,17 "se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all´assemblea -ekklesia- e se non ascolterà nemmeno l´assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano" .
Leggendo il nuovo testamento si coglie che l´esperienza comunitaria che si stava vivendo dopo la dipartita di Gesù da questo mondo emege diversa da ciò che da alcuni era stato vissuto al tempo di Gesù.
ekklesia era termine da profonde risonanze, in ambiente ebraico significava il radunarsi del popolo di Israele e toccava le corde profonde della sua memoria storica, in quanto evocava le sue antiche assemblee convocate da Dio attraverso la parola e la guida di Mosè lungo l´epica peregranazione dell´esodo (nella LXX il termine ekklesia è usato circa 100 volte, in cronache, salmi, siracide, maccabei). In ambiente greco indicava le assemblee popolari della polis. La scelta di questa denominazine ci suggerisce che i primi gruppi di cristiani non si pensavano nella forma modesta e nascosta di conventicole che si radunano furtivamente in questo o quel luogo. Pur nella loro piccola dimensione numerica, si sentivano pubblicamente collocati nella città in cui vivevano, essi si concepivano come il popolo che Dio conovocava intorno alla fede in Gesù, il nuovo Mosè, per il compimento di un destino che avrebbe coinvolto la città e tutta la società. Il riferimento pubblico fondamentale resta quello del popolo di Israele, al quale molti delle prime generazioni appartengono e con il quale si vive in un continuo confronto dialettico, nel costante richiamo alla sua storia, alla sua fede e alle sue Scritture. Questo accade non solo sul territorio di Israele ma anche nelle città del grande mondo pagano, dove i cristiani non ebrei, una volta entrati nella chiesa si sentono appartenenti all´unico popolo di Dio. L´uso del termine ekklesia è un fortissimo riferimento al popolo ebraico tuttavia l´uso di questo termine non conduce sulla via di una pura e semplice identificazione col popolo ebraico nè comporta una volontà di volontà di sostituzione, come se le chiese volessero sostituirsi alle sinagoghe (dove gli ebrei si sentivano/si sentono riuniti come un popolo convocato da Dio). Ekklesia, convocati da dio, ma non perché di stirpe ebraica ma per la fede in Gesù, le tante chiese formano la chiesa che esiste come tale solo in forza di un rapporto profondo con Cristo, nel senso che tutte le persone che le compongono credono in Cristo e per questo si sentono così profondamente unite a lui da formare quasi un unico organismo vivente , in qualunque chiesa particolare si viva, si vive come membra vive di un unico corpo che è il Cristo stesso. Questa è una sensazione mistica così profonda e decisiva che non può essere espressa in modo adeguato con la parola, ogni parola risulta inadeguata così si assiste nei testi neotestamentari ad un salto del discorso, si usano metafore per esprimere il mistero profondo della esistenza come cristiani, che trae la linfa vitale da Cristo. I primi gruppi di crisitani hanno forte la sensazione che la comunione nella quale stanno vivendo è opera di Dio che ha donato loro il suo Spirito che li unisce nel profondo della loro interiorità a Cristo e tra di loro. Il linguaggio con cui si esprime questo vissuto non è quello dell´elaborazione concettuale -inadeguato- piuttosto quello della mistica e della poesia, lo strumento è la metafora, non l´allegoria dove l ´immagine è poi traducibile in un concetto chiaro; al contrario è usato il linguaggio delle immagini che è polisemico, l´inesauribilità del mistero è espressa nel linguaggio delle immagini; i credenti esprimono l´entusiasmo di essere stati trasportati: nel caso di ebrei dalla schiavitù della legge alla libertà dei figli di Dio e nel caso di pagani dalle tenebre dell´ignoranza e della lontananza da Dio all´intimità filiale con lui. La gioia di questa esperienza è espressa come fosse la gioia di una ragazza che scopre di essere amata e viene presa in sposa. -dio che ama il suo popolo come fosse la sua sposa è classica nell´AT; la chiesa è una donna profondamente amata e gioiosamente sposata da Cristo.
La chiesa vive la gioia della matenità perché da lei nasce l´uomo nuovo , le letteratura cristiana antica ricorre spesso a questa immagine chiesa -madre, che genera continuamente il Cristo al mondo generando il credente in Cristo, la chiesa è gravida e in doglie finchè Cristo non viene formato e generato in noi, il parto e la crescita di una nuova umanità sono insidiati: vedi le immagini dell´apocalisse dove tuttavia la dona sposata da Cristo resta un figura luminosa. E´ da questo che presto si sviluppa l´idea che Maria madre di Gesù è il prototipo della sua più profonda identità : anche sulla chiesa è disceso lo spirito santo , concepisce e genera verginalmente cioè non per opera di uomo ma sempre e comunque per un miracolo di Dio, la nuova umanità.
Il gruppo dei discepoli percepisce la protezione divina, si sente il campo che Dio ha da sempre coltivato, Israele usava l´immagine della vigna curata da Dio, ora la vera vite è Gesù e i discepoli i tralci percorsi dalla sua linfa vitale; il pericolo incombe su questo gregge di Dio però la paura non lo sopraffà perché si è guidati e custoditi da un pastore fedele Gesù generoso al punto da dare la vita per salvare le sue pecore. La convinzione ch la fede viene suscitata nell´intimo dei credenti dall´azione dello Spirito apre all´accoglienza dell´ infinita variabilità dei doni di grazia come contunua novità e imprevedibilità dell´esperienza credente. Altra immagnine molto importante chiesa "corpo di Cristo" , la vita intera della chiesa come un corpo vive un continuo movimento di crescita e la sua età adulta sarà raggiunta solo alla fine nella perfetta identificazione con Cristo. I cristiani sentono la loro crescita nella società del tempo come la fabbricazione di una casa dentro la città: tempio di Dio, casa dello Spirito; la costruzione poggia sulla persona di Gesù, i cristiani delle prime generazioni non aspirano a costuire templi nelle città, essi stessi, fondati su Cristo costituiscono un edificio spirituale: la ekklesia per il fatto di esistere e di vivere in Cristo è il vero tempio, è il culto più autentico che si possa celebrare a Dio.
I cristiani nella città si sentono il lievito che fermenta la pasta e hanno davanti l´immagine del destino ultimo della storia quando Dio farà scendere la sua Gerusalemme dal cielo splendente di gemme e pietre preziose, di questa città futura della libertà e della pace si sentono già cittadini e figli.
Da tutte queste immagini non possono dedursi dei concetti con l´ astrazione e la logica, le immagini venivano contemplate nella preghiera, nella lode; così la chiesa, l´ekklesia è la perenne manifestazione del mistero dell´amore di Dio per l´umanità.

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