10 Agosto 2020
News e Riflessioni

Il tempo di Dio e i tempi del virus/1

29-04-2020 09:19 - Settore Adulti
INSIEME SULLA STESSA BARCA di Mario Battaglia

Una delle novità più interessanti nel panorama ecclesiale, in questo tempo di pandemia, forse non del tutto evidenziata, è stata la creazione di uno sito www.insiemesullastessabarca.it , che ha preso il suo titolo dall'immagine proposta da Papa Francesco nella meditazione del 27 marzo in una Piazza S. Pietro deserta commentando la pagina evangelica di Gesù e i discepoli sulla barca nella tempesta: tutti insieme sulla stessa barca. Un'immagine che riassumeva il senso di condivisione di una comune condizione di fragilità e l'interrelazione dell'umanità, di popoli diversi e dell'ambiente, casa comune, nel tempo dell'epidemia. Il sito, poi, ha anche un sottotitolo evocativo: Chiesa e futuro. Ecco, ora che ci apprestiamo, non tanto a ripartire, ma a iniziare, come il popolo ebraico, un lungo cammino nel deserto, che sarà fatto sicuramente di sacrifici, credo sia importante porci come singoli credenti/cittadini e come comunità ecclesiale tutta una serie di domande. Intorno a queste domande dovrebbero ruotare i prossimi consigli parrocchiali o diocesani, le prossime assemblee o consigli associativi e così via: come vivere questo tempo perché sia generativo, per uno stile di chiesa rinnovato e fedele al Vangelo? Come coltivare una forte coscienza della vita assieme sul pianeta, alla luce dell'interconnessione sperimentata in questi giorni? Come far germinare da questi giorni di incertezza prospettive feconde, che rafforzino anche l'impegno contro la povertà e la grande crisi socio-ambientale del mutamento climatico? Solo alcune domande, anche perché la crisi economico-sociale, che si sta delineando, ne porrà sicuramente delle altre… Mi spingo a “tre professioni”, su queste mi piacerebbe che la Chiesa di Lucca intavolasse un confronto aperto:
a)Credo che non si possa e non si debba, anche a livello ecclesiale, ritornare subito a fare le stesse cose di prima o con le stesse modalità o consuetudini;
b)Credo che questo discernimento possa essere l'inizio di un percorso (anche difficile e doloroso) di ripensamento della vita pastorale, che richiede durata e sapienza, ma che ha radici in questo momento emergenziale, che, comunque la si creda, segna un prima e un dopo;
c)Credo che il tempo che si sta dischiudendo (parafrasando il Qohelet) sia un tempo più che per agire (al di là delle contingenze e delle emergenze socio-sanitarie) per pensare, per progettare, per dialogare e per immaginare futuro.
Una nota di speranza finale che ho trovato (nelle tante ricerche su internet di questo tempo di “confinamento domiciliare”) e che ho scoperto con curiosità: nella Bibbia, per esattamente 365 volte ricorre l'espressione "non temere". Per un anno si potrebbe ogni mattina fare propria una di queste espressioni, come una sorta di "buon giorno" da parte di Dio, affrontando così le tante “tempeste di sabbia” che sicuramente incontreremo in questo cammino nel “deserto”. Ma ci basterà un anno per riprenderci o rinnovarci?....




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