03 Giugno 2020
News e Riflessioni

Il Disegno di legge Costituzionale: luci ed ombre

17-10-2016 11:30 - Presidenza Diocesana

A conclusione della riflessione avvenuta nei due incontri tenuti a Viareggio Don Bosco condividiamo questa nota sulla "Riforma della costituzione. Verso il referendum":
Il prossimo 4 dicembre saremo chiamati ad esprimerci sul disegno di legge di revisione costituzionale; una riforma per certi aspetti da molto tempo attesa –basti pensare all´esigenza, espressa da più parti, del superamento del cosiddetto "bicameralismo perfetto"-, connotata da personalismi, da "slogan" a favore o contro la revisione, da previsioni su ipotetici e spesso non giustificati effetti conseguenti al diverso esito del voto e da un ruolo "forte" del Governo in una vicenda che, invece, dovrebbe vedere il Parlamento protagonista principale.
In tale "quadro", più che sostenere le ragioni dell´una o dell´altra parte, siamo chiamati ad "alzare lo sguardo", a compiere uno sforzo di conoscenza, una riflessione profonda che superando i tecnicismi giuridici, spesso di difficile comprensione, sappia cogliere il senso di una riforma che, interessando 47 articoli, incide in vario modo sull´ordinamento della Repubblica.
Se da un lato il processo di revisione costituzionale è finalizzato a far meglio funzionare le istituzioni che necessitano di adeguamenti alla luce delle trasformazioni socio – culturali, dall´altra occorre considerare che l´eventuale cattivo funzionamento degli organi costituzionali mette in gioco non solo il funzionamento della vita democratica ma può incidere inevitabilmente, anche sulla qualità dei servizi ai cittadini.
In prospettiva della verifica referendaria, dunque, ci è richiesto di valutare con prudenza e capacità di giudizio ogni cambiamento interrogandoci, ad esempio, sulla "misura" in cui la riforma incide sul principio di sovranità popolare, sul primato della volontà politica dei rappresentanti del popolo; se il rafforzamento della posizione dello Stato a discapito delle Regioni e, conseguentemente, degli enti locali (previsto dalla modifica del Titolo V), incida o meno sulla qualità dei servizi alla persona e degli interventi sul territorio; oppure ancora, se al venire meno del bicameralismo paritario, si accompagni una semplificazione effettiva del procedimento legislativo.
Poste tali premesse, sono tre i punti fondamentali della riforma: la fine del "bicameralismo perfetto" (titolare del rapporto di fiducia con il Governo è la Camera alla quale sarà affidato, in generale, il procedimento legislativo); la riduzione del numero dei senatori e delle competenze del Senato (riduzione dei senatori da 315 a 100, di cui 95 (tra i quali 21 Sindaci) eletti dai Consigli Regionali e 5 dal Presidente della Repubblica); consolidamento della forma di Governo.
In tale contesto se, in linea di principio, è indubbiamente positivo il superamento del bicameralismo -che spesso ha generato instabilità politica-, la riduzione del numero dei parlamentari, l´abolizione del CNEL, tuttavia, è proprio sul nuovo assetto del Parlamento che emergono maggiormente i "chiaroscuri" di una riforma che in combinato disposto con la nuova legge elettorale, rischia di spostare l´asse più sulla governabilità che sulla rappresentanza effettiva del corpo elettorale all´interno delle aule parlamentari.
A tale riguardo, al di là delle intenzioni, numerosi interrogativi pone la previsione di un Senato rappresentativo delle autonomie (art. 57), con una posizione subordinata alla Camera ma ad elezione cosiddetta "indiretta", accompagnata all´ individuazione (art. 70) di ben nove varianti nell´iter legislativo (in alcune materie continua ad essere prevista la "legislazione paritaria" tra i due rami del Parlamento).
E´ quindi evidente la necessità di un ascolto ed un´informazione diffusa che, prescindendo dagli "spot", sappia cogliere da entrambi gli "schieramenti" gli elementi positivi che possano aiutare nell´elaborazione di una scelta consapevole e finalizzata al raggiungimento del bene comune.

Carlo Andrea Gemignani


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