04 Agosto 2020
News e Riflessioni

Documento Assemblea diocesana AC Lucca: "Ascolta la vita, rispondi con la Parola e vai... L´ AC corresponsabile per la missione della Chiesa

03-01-2014 10:23 - Presidenza Diocesana
CORRESPONSABILI DELLA GIOIA

Siamo laici associati, corresponsabili della missione evangelizzatrice della Chiesa, e ci lasciamo interrogare, dunque, dal nostro tempo. Ci sentiamo interpellati dalla vita delle persone, a cui vogliamo innanzitutto offrire la testimonianza della speranza e della gioia che nascono dall´incontro con Cristo, dalla bellezza di costruire legami autentici, dell´importanza di sentirci responsabili della crescita umana, spirituale, culturale e di fede ciascuno, a servizio della Chiesa locale e nella consapevolezza di essere parte della Chiesa universale. In questo tempo, in cui siamo chiamati a pensare il cammino del nuovo triennio associativo, desideriamo porre l´attenzione su due esercizi:

Suscitare unità nei luoghi di vita (Famiglia, Lavoro, Città)
Nell´esperienza associativa come condividiamo, valorizziamo e sosteniamo i legami di vita buona negli ambiti quotidiani dell´esistenza?

I luoghi tutti laici della vita di ogni giorno - la famiglia, il lavoro, la scuola, la politica, l´economia, la cultura...) - sono i primi contesti in cui siamo chiamati a mettere a frutto il dono della corresponsabilità, che si fa, laicamente, senso di unità, di fraternità, di vicinanza, impegno a superare quanto tende a separare, a dividere, a mettere uno contro l´altro o a rendere ciascuno indifferente a tutti, chiuso nel proprio mondo. Viviamo in una stagione di forte individualismo: ne sono segni l´indifferenza per l´altro, la competizione tra le persone e tra i gruppi, il bisogno di autoaffermazione, la conflittualità che si manifesta sia nella sfera della vita pubblica che di quella privata, la fatica di convergere quando si debbono assumere decisioni. In questo tempo è importante attivare percorsi che diano risalto e attuazione al nostre essere tutti figli dello stesso Padre. La comunione che siamo chiamati a testimoniare e a costruire non si realizza solo all´interno della comunità cristiana, ma attraverso il nostro essere persone di unità e di pace in ogni ambiente di vita, nel nostro pensiero circa i rapporti tra i popoli, così come nel nostro impegno ad essere operatori di pacificazione nelle relazioni tra le persone, a suscitare pensieri di benevolenza, ad attivare dinamiche di solidarietà e di vicinanza.

Dare qualità alle relazioni all´interno dell´Associazione e della comunità ecclesiale
Come Associazione sappiamo essere una comunità inclusiva e qualitativa, aperta alla comunione ecclesiale ed intraecclesiale?

Se la corresponsabilità non è qualcosa di puramente ideale, si esprime in uno stile che ha la cordialità e il calore delle relazioni che sono oltre la carne e il sangue: relazioni curate con delicatezza, con umanità, con fantasia. Fare comunità nella corresponsabilità è una scelta adulta; essa chiede di uscire da se stessi, di superarsi, di non chiudersi nel proprio piccolo mondo; in questo senso, già costituisce una scuola di maturità. Ed è scelta tanto più adulta quanto più si sottopone alla disciplina della comunione ecclesiale che chiede di fare unità a partire dalle proprie diversità: di temperamento, di idee, di sensibilità, di vocazione. Uno spirito maturo di corresponsabilità è quello che sa cercare percorsi di unità nella diversità e sa leggere in essa le possibilità che contiene: un approccio alla realtà che può arricchire il nostro, se sappiamo rinunciare ad affermare il nostro punto di vista e viverlo come un assoluto. Ci aiuta a camminare nella prospettiva della maturità riflettere su quanto scrive Giovanni Paolo II nella Novo Millennio ineunte quando dice che occorre essere uniti sull´essenziale e saper convergere sull´opinabile, senza mortificare le differenze, sapendo ogni volta andare oltre in una sintesi superiore.

LE RADICI E LE METE

Coltivare l´interiorità e alimentare la spiritualità
Quando gli impegni incombono e sembra che il tempo non ci basti mai, siamo abituati a considerare la spiritualità come "condizione prima e primaria" della vita?

La cura dell´interiorità è essenziale in ogni stagione della vita. Alimentare la nostra vita spirituale, per riuscire a coniugare tutte le dimensioni della persona, spalanca il nostro sguardo attento e amorevole sul mondo. Saper guardare dentro di noi è indispensabile per rispondere alle domande più profonde, ci spinge alla ricerca, illumina la lettura e la comprensione di ciò che accade intorno a noi, aiuta a compiere scelte coraggiose nella vita di ogni giorno, a rispondere pienamente e con gioia alla nostra vocazione. Nella vita, c´è bisogno di persone che testimoniano la bellezza di un rapporto intimo con il Signore, che narrino la pienezza della vita quotidiana vissuta alla sua presenza. In associazione, è necessario quindi continuare a promuovere la ricerca di un accompagnamento spirituale e di altre forme di preghiera. Occorre che tutta l´associazione rafforzi l´impegno, soprattutto in questo tempo così complesso, affinché il cammino spirituale sia coltivato a partire dai più piccoli, educandoli a stupirsi, a scoprire e a vivere, a loro misura, l´incontro con il Signore della vita e maturare scelte autentiche di sequela.

Diventare cristiani: la missione dell´ AC
Come l´ Associazione può aiutare, attraverso le proprie proposte formative, i propri cammini e le proprie attività, a far crescere la consapevolezza della centralità della persona oggi e delle necessità di avere a cuore la vita in tutti i suoi momenti?

L´Associazione sceglie, ancora oggi, di andare incontro e di accogliere tutti i ragazzi, i giovani e gli adulti che desiderano conoscere Gesù Cristo e sperimentare la bellezza di amarlo e annunciarlo, accompagnandoli nel cammino di scoperta e riscoperta della propria fede. Evangelizzazione è, infatti, farci nuovi con Cristo nella consapevolezza che seguire il Signore Gesù e imparare a compiere scelte significative costituisce il senso stesso del nostro essere laici impegnati a vivere la fede e amare la vita. Diventa così importante prendere consapevolezza che i nostri cammini formativi e la proposta di AC fa ai suoi aderenti sono un percorso autentico di iniziazione cristiana, che media i catechismi della CEI, offrendo così un cammino possibile per diventare cristiani. La grande opportunità che la nostra Associazione rappresenta, infatti, risiede proprio negli itinerari formativi, frutto non solo di un attento studio, di una profetica progettualità, di una sapiente mediazione della Parola e del Magistero, ma anche di tanta esperienza provata sul campo, che spinge sempre a rinnovarli a partire dalla prassi, cioè dalla vita di tanti ragazzi e educatori che sperimentano vie antiche e nuove di annuncio del Vangelo. Infine, l´ Associazione desidera riprendere la collaborazione con il rinnovato Ufficio catechistico diocesano e con quello di Pastorale Giovanile per formulare una proposta formativa, organica e strutturata, per i ragazzi e i giovani delle nostre comunità parrocchiali.


LE SCELTE E I PERCORSI

Reinventare la formazione per gli educatori e i responsabili
In che modo l´ Associazione promuove, stimola e accompagna le vocazioni al servizio educativo?

Occorre una formazione molto diversa da quella messa in atto oggi e caratterizzata non già dalla consegna di una proposta di fede e di vita cristiana, ma realizzata attraverso un percorso che permetta di vivere il processo che conduce alla fede, alla elaborazione delle forme che essa può assumere in relazione alle domande dei giovani e degli adulti di oggi e con cui può esprimersi nella società attuale. Riteniamo che l´Azione Cattolica potrebbe candidarsi a questo compito: ha tutte le carte in regola per farlo - storia, esperienza, sensibilità, tradizione - rischiando in proprio e, al tempo stesso, disponibile a offrire alla Chiesa diocesana tutto il frutto del suo sperimentare, tenendo conto di tre aspetti: l´equilibrio tra formazione e servizio (una proposta formativa che sappia far incontrare i tempi di vita delle persone con quelli delle diverse forme di servizio); la missionarietà (non accontentiamoci del gruppo che abbiamo, ma è necessaria quella tensione verso gli altri); il fare rete (è necessario riscoprire la bellezza del lavorare insieme ad intra e ad extra dell´Associazione).


Curare con passione la vita associativa
L´ Associazione è consapevole che una più viva capacità progettuale può favorire contemporaneamente una più forte capacità di testimonianza e una migliore conoscenza della bellezza della proposta associativa dentro e fuori la Chiesa?

Il percorso assembleare rappresenta un´occasione propizia per rilanciare l´importanza e il significato dell´essere corresponsabili dell´ Associazione. L´esperienza in Azione Cattolica è per tanti un elemento fondamentale del proprio cammino di fede e della propria formazione religiosa ed umana, un dono da condividere e da offrire alle persone che incrociano il nostro cammino. L´ Adesione all´ AC è anche la possibilità di custodire e garantire per il futuro una presenza ecclesiale significativa. Per questo ogni aderente e responsabile è chiamato costantemente a curare con passione la proposta associativa, che va presentata come scelta bella e significativa per la vita delle persone. Una proposta associativa seria e bella non può che prendere le mosse, da una parte, dalla costruzione di legami personali da promuovere e custodire, dall´altra, dalla cura di una vita associativa ricca, significativa, capace di essere segno di speranza per la comunità diocesana.

Rimanere fedeli alla realtà diocesana che cambia
Quale speranza per la nostra Diocesi del futuro?

In conseguenza di tutte le trasformazioni del nostro tempo, anche la nostra comunità diocesana è in una fase di profondo mutamento, che non deve scoraggiare, ma che va anzi interpreta come una grande opportunità per la Chiesa di accogliere le sfide del mondo e di parlare ancora al cuore degli uomini. I ritmi del cambiamento sono molto veloci e attraversano significativamente anche gli assetti territoriali, organizzativi e pastorali della diocesi. In questo cammino ecclesiale, l´Azione Cattolica deve sapersi inserire positivamente, con un dono di vitalità e un contributo di lettura sapienziale della storia. Siamo chiamati a custodire ciò che ci rende Associazione, la nostra memoria storica e a impegnarci per essere sempre più soggetti attivi e responsabili nel cambiamento della vita delle comunità, operando sempre in maniera sinergica e organica. Non va dimenticato, poi, che il cambiamento investe anche i presbiteri. Camminare insieme tra laici e sacerdoti è la cifra di una pastorale di vera comunione, che, per quanto talvolta faticosa da costruire, sia capace di armonizzare reciprocamente i propri passi per il bene della comunità


Recuperare iniziativa e progettualità nel campo civile
Sappiamo riconoscere e incontrare le nuove povertà, favorire occasioni di promozione dell´uomo? Come parla alla nostra vita la vita della città? Quali provocazioni ci offre? Quali le urgenze che pone alla nostra attenzione e al nostro impegno?

Riaffermare il valore dell´impegno laicale significa anche confrontarsi con il volto concreto delle persone e abitare quelle prassi partecipative che rendono viva la democrazia nella quotidianità. Occorre, come Associazione, continuare e rafforzare il percorso formativo sulla Dottrina Sociale della Chiesa quale spazio entro cui coltivare l´interesse per il bene comune, visto non come la somma degli interessi individuali, ma come ciò che accomuna gli uomini di fronte alle sfide dell´oggi; riconsiderare il valore etico dei piccoli gesti quotidiani, accompagnando le persone verso orizzonti di responsabilità economica e sociale e acquisendo stili di vita compatibili con la tutela dell´ambiente e orientati alla custodia del creato; restituire spessore alle nostre esperienze, profondità alle cose che facciamo, prospettiva ai nostri progetti, responsabilità al nostro impegno, con quella logica della gratuità di cui il Vangelo è fondamento che restituisce dignità alle relazioni con le cose e con gli altri.












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