04 Agosto 2020
News e Riflessioni

Contributo del MLAC alla 47° Settimana Sociale dei Cattolici di Torino 2013

11-09-2013 16:07 - Movimento Lavoratori AC Lucca
Un mercato del lavoro logorato e sfilacciato nelle reti di collegamento tra domanda e offerta, sempre più debole, privo di obiettivi certi, affaticato da politiche monetarie, fiscali e industriali, spesso non coerenti fra loro, dal corto respiro e non di rado contraddittorie.
E´ in questo scenario di una crisi non ancora sbloccata, lungi dall´essere un elemento transitorio per anzi inquadrarsi come dato sistemico, che si deve rilanciare un messaggio di fiducia in grado di dare serenità e speranza.
Un messaggio condotto con consapevole determinazione con il fine di ricostruire la strada interrotta e riprendere il cammino dello sviluppo, dell´occupazione e della coesione sociale; sostenuta, quest´ultima da una nuova visione di welfare, diretta non solo a non escludere le buone pratiche di conciliazione vita lavorativa - vita familiare, ma che guardi alla famiglia stessa come soggetto principe di ogni futuro intervento.

In questi due anni, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica ha posto al centro del suo servizio la famiglia, impegnandosi costantemente affinché questa assuma la consapevolezza di non essere terminale passivo, ma un soggetto-protagonista nella società, capace di interpellare le istituzioni e le comunità cristiane.
È con questo spirito che, per "Tra piazza reale e piazza virtuale - Festa di San Giuseppe 2012" in diverse piazze d´Italia (Rovigo, Catanzaro, Caltagirone, Napoli, Bari e Ottana) il Movimento Lavoratori ha proposto giornate di festa e riflessione su come la crisi influisca sulla società e sulla famiglia, per (ri)partire proprio da quest´ultima, guardandone non solo le difficoltà, ma anche le risorse, per cercare soluzioni rispetto al momento attuale.
Identico spirito ed identica attenzione hanno condotto i Lavoratori di Azione Cattolica verso la successiva esperienza de "L´Italia dei CapoLAVORI - Festa di San Giuseppe 2013", quale ulteriore tassello del cammino preparatorio del Movimento verso la Settimana Sociale.
Dall´Emilia Romagna alla Sicilia, dalle Marche alla Puglia, passando per la Toscana, il Lazio e la Calabria per arrivare in Sardegna, San Giuseppe 2013 ha inscenato lo strepitoso affresco di un paese che lavora, tanti tasselli quanti sono gli altrettanti modelli imprenditoriali, motori di sviluppo e strumenti per educare ad esso: otto intere giornate di riflessione e di festa attraverso giochi, mostre, convegni, visite guidate, etc., trascorse all´interno delle aziende insieme ai lavoratori e le loro famiglie.

Soprattutto, il Movimento Lavoratori si è fatto prossimo alle persone, andando nei luoghi di lavoro ed abitandoli dal di dentro: i risultati delle feste, sull´opportunità o meno di un dato modello imprenditoriale, la sua spendibilità etc., non sono stati unicamente (non solo e non tanto) l´espressione di riflessioni o il frutto di relazioni e relativi dibattiti, che pure non sono mancati, in quanto la bontà o meno di un modello di lavoro è stata colta attraverso il contatto, il confronto e la conoscenza con i lavoratori e le loro famiglie.
Nei luoghi di lavoro il MLAC ha portato la festa.
In un momento storico di difficoltà e crisi, in realtà professionali disagiate, spesso segnate da povertà anche umane e talvolta da circostanze ben più tragiche, si è introdotto un elemento nuovo, la festa, non come banale divertimento fine a se stesso, ma come occasione di socialità e comunione, di relazione e legame. Festa nel suo significato più bello e carismatico del prendersi un tempo per stare insieme, umanizzando situazioni e realtà a volte al limite del sopportabile, consolidare un senso di appartenenza recuperando le energie e le forze per affrontare tempi di difficoltà.
Quasi in maniera profetica, nelle stesse ore della sua intronizzazione, i lavoratori di AC realizzavano due dei primi insegnamenti di papa Francesco, allorchè il Santo Padre ha chiesto di guardare negli occhi le persone destinatarie delle nostre azioni benefiche, cercando il contatto delle loro mani, e quando, nei momenti conclusivi della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio ha invitato la Chiesa ad andare nei posti dove stanno le persone, a raggiungerle nei loro ambienti di vita.

Il Movimento Lavoratori ha cercato di porre la questione del lavoro in termini assolutamente realistici. Si è ragionato della crisi non solo in modo concettuale, come mero esercizio dialettico, stante l´esigenza di trovare delle soluzioni, di formulare delle proposte capaci di offrire speranza.Si è andati nei posti, tra le persone, con le famiglie.

Punto di partenza e di arrivo, filo conduttore delle comune riflessione, la famiglia come soggetto protagonista, perché se superare la crisi implica diventare più efficienti e competitivi, stabilendo nuove alleanze e partendo da esse, è necessario assumere come dato di partenza la famiglia, la sua valorizzazione e promozione.
Questo implica il ruolo della comunità, dove essa vive ed intesse le sue relazioni, perché una famiglia matura e consapevole collabora alla costituzione del bene comune, ma implica anche un preciso dovere del nostro Parlamento, affinché sia adottata una legislazione "della" famiglia ed una politica fiscale che assuma come punto di riferimento non il singolo individuo, penalizzando la famiglia perché intesa come somma di individui.

La Settimana Sociale 2013, provvidenzialmente dedicata alla famiglia, si pone pertanto non come il momento conclusivo di un percorso, quanto ben piuttosto come lo snodo essenziale per indirizzare il servizio che il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica intende portare avanti nei mesi a venire, nella costante esigenza di cercare nuove soluzioni e di formulare proposte capaci di costruire speranza, di dare prospettiva ed ampio respiro alla speranza, offrendo le basi perché le famiglie siano generatrici di speranza.


Un mercato del lavoro logorato e sfilacciato nelle reti di collegamento tra domanda e offerta, sempre più debole, privo di obiettivi certi, affaticato da politiche monetarie, fiscali e industriali, spesso non coerenti fra loro, dal corto respiro e non di rado contraddittorie.
E´ in questo scenario di una crisi non ancora sbloccata, lungi dall´essere un elemento transitorio per anzi inquadrarsi come dato sistemico, che si deve rilanciare un messaggio di fiducia in grado di dare serenità e speranza.
Un messaggio condotto con consapevole determinazione con il fine di ricostruire la strada interrotta e riprendere il cammino dello sviluppo, dell´occupazione e della coesione sociale; sostenuta, quest´ultima da una nuova visione di welfare, diretta non solo a non escludere le buone pratiche di conciliazione vita lavorativa - vita familiare, ma che guardi alla famiglia stessa come soggetto principe di ogni futuro intervento.

In questi due anni, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica ha posto al centro del suo servizio la famiglia, impegnandosi costantemente affinché questa assuma la consapevolezza di non essere terminale passivo, ma un soggetto-protagonista nella società, capace di interpellare le istituzioni e le comunità cristiane.
È con questo spirito che, per "Tra piazza reale e piazza virtuale - Festa di San Giuseppe 2012" in diverse piazze d´Italia (Rovigo, Catanzaro, Caltagirone, Napoli, Bari e Ottana) il Movimento Lavoratori ha proposto giornate di festa e riflessione su come la crisi influisca sulla società e sulla famiglia, per (ri)partire proprio da quest´ultima, guardandone non solo le difficoltà, ma anche le risorse, per cercare soluzioni rispetto al momento attuale.
Identico spirito ed identica attenzione hanno condotto i Lavoratori di Azione Cattolica verso la successiva esperienza de "L´Italia dei CapoLAVORI - Festa di San Giuseppe 2013", quale ulteriore tassello del cammino preparatorio del Movimento verso la Settimana Sociale.
Dall´Emilia Romagna alla Sicilia, dalle Marche alla Puglia, passando per la Toscana, il Lazio e la Calabria per arrivare in Sardegna, San Giuseppe 2013 ha inscenato lo strepitoso affresco di un paese che lavora, tanti tasselli quanti sono gli altrettanti modelli imprenditoriali, motori di sviluppo e strumenti per educare ad esso: otto intere giornate di riflessione e di festa attraverso giochi, mostre, convegni, visite guidate, etc., trascorse all´interno delle aziende insieme ai lavoratori e le loro famiglie.

Soprattutto, il Movimento Lavoratori si è fatto prossimo alle persone, andando nei luoghi di lavoro ed abitandoli dal di dentro: i risultati delle feste, sull´opportunità o meno di un dato modello imprenditoriale, la sua spendibilità etc., non sono stati unicamente (non solo e non tanto) l´espressione di riflessioni o il frutto di relazioni e relativi dibattiti, che pure non sono mancati, in quanto la bontà o meno di un modello di lavoro è stata colta attraverso il contatto, il confronto e la conoscenza con i lavoratori e le loro famiglie.Nei luoghi di lavoro il MLAC ha portato la festa. In un momento storico di difficoltà e crisi, in realtà professionali disagiate, spesso segnate da povertà anche umane e talvolta da circostanze ben più tragiche, si è introdotto un elemento nuovo, la festa, non come banale divertimento fine a se stesso, ma come occasione di socialità e comunione, di relazione e legame. Festa nel suo significato più bello e carismatico del prendersi un tempo per stare insieme, umanizzando situazioni e realtà a volte al limite del sopportabile, consolidare un senso di appartenenza recuperando le energie e le forze per affrontare tempi di difficoltà.
Quasi in maniera profetica, nelle stesse ore della sua intronizzazione, i lavoratori di AC realizzavano due dei primi insegnamenti di papa Francesco, allorchè il Santo Padre ha chiesto di guardare negli occhi le persone destinatarie delle nostre azioni benefiche, cercando il contatto delle loro mani, e quando, nei momenti conclusivi della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio ha invitato la Chiesa ad andare nei posti dove stanno le persone, a raggiungerle nei loro ambienti di vita.

Il Movimento Lavoratori ha cercato di porre la questione del lavoro in termini assolutamente realistici. Si è ragionato della crisi non solo in modo concettuale, come mero esercizio dialettico, stante l´esigenza di trovare delle soluzioni, di formulare delle proposte capaci di offrire speranza.
Si è andati nei posti, tra le persone, con le famiglie.
Punto di partenza e di arrivo, filo conduttore delle comune riflessione, la famiglia come soggetto protagonista, perché se superare la crisi implica diventare più efficienti e competitivi, stabilendo nuove alleanze e partendo da esse, è necessario assumere come dato di partenza la famiglia, la sua valorizzazione e promozione.
Questo implica il ruolo della comunità, dove essa vive ed intesse le sue relazioni, perché una famiglia matura e consapevole collabora alla costituzione del bene comune, ma implica anche un preciso dovere del nostro Parlamento, affinché sia adottata una legislazione "della" famiglia ed una politica fiscale che assuma come punto di riferimento non il singolo individuo, penalizzando la famiglia perché intesa come somma di individui.

La Settimana Sociale 2013, provvidenzialmente dedicata alla famiglia, si pone pertanto non come il momento conclusivo di un percorso, quanto ben piuttosto come lo snodo essenziale per indirizzare il servizio che il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica intende portare avanti nei mesi a venire, nella costante esigenza di cercare nuove soluzioni e di formulare proposte capaci di costruire speranza, di dare prospettiva ed ampio respiro alla speranza, offrendo le basi perché le famiglie siano generatrici di speranza.




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