04 Luglio 2020
News e Riflessioni

Anno della Fede e il percorso del MEIC di Lucca

19-09-2013 17:50 - MEIC Lucca
E´ stato indetto da Benedetto XVI l´11 ottobre scorso nel 50 anniversario dell´apertura del concilio ecumentico Vaticano II.
Principale avvenimento ecclesiale all´inizio dell´Anno della fede è stata la XIII Assemblea generale del Sinodo dei Vescovi dedicata "la nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana"
GRUPPO MEIC INSERENDOSI IN QUESTO PERCORSO DELLA CHIESA UNIVERSALE VUOLE DARE IL SUO PICCOLO CONTRIBUTO CON UNA SERIE DI INCONTRI DI QUESTO 2013
1 INCONTRO "i giovani e la religione, i giovani e il cristianesimo, i giovani e il cattolicesimo" protagonisti due giovani Enrico e Marinella (di ventisette anni) hanno espresso la loro esperienza e soprattutto ci hanno raccontato come i giovani di oggi si rapportano, a loro avviso, al cristianesimo.
2 INCONTRO invitiamo, cambiando generazione, un ex fucino Pietro Fazzi e ci dirà la sua esperienza, le sue opinioni in merito al tema "testimoniare e trasmettere la fede da laici". Dal momento che dobbiamo avere come punto di riferimento e fonte di insegnamento il concilio Vaticano II del quale si celebra il cinquantennio la riflessione comune avrà sullo sfondo Lumen gentium 31 dal capitolo IV -I LAICI-
"i membri dell´ordine sacro sono orodinati principalmente e propriamente al sacro ministero, mentre i religiosi col loro stato testimoniano in modo splendido e singoalre che il mondo nn può essere trasfigurato e offerto a Dio senza lo spirito delle beatitudini. Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Essi vivono nel secolo, cioè implicati in tutti e singoli gli impieghi e gli affari del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta. Ivi sono da Dio chiamati a contribyurem qyaksu dakk´interno a modo di fermento alla santificazione del mondo mediante l´esercizio della loro funzione propria e sotto la guida dello spirito evangelico, e inquesto modo, a rendere visibile Cristo agli altri, principalamente on la testimonianza della loro vita e col fulgore della fede, della speranza e della carità. A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordianre tutte le realtà temporali, alle quali essi sono strettamente legati, in modo che sempre siano fatte sencondo Cristo, e crescano e siano di lode al Creatore e al Redentore"
ALLA RIFLESSIONE DI PIETRO FAZZI SEGUIRA´ UNA PRESENTAZIONE (stimolata dalla discussione comune fatta all´´ultimo incontro) su VIVERE LA FEDE IN GESU CRISTO E´ VIVERE LA CHIESA, PRESENTAZIONE DI LUMEN GENTIUM CAPITOLO 1 NUMERO 6 "LE IMMAGINI DELLA CHIESA" a cura di Lucia Rugani
"Come già nell´anitco testamento la rivelazione del regno viene spesso proposta con figure, così anche ora l´intima natura della chiesa ci si fa conocscere attraverso immagini varie, desunte sia dalla vita pastorale o agricolam sia dalla costruzione di edifici o anche dalal famiglia e dagli sponsali e gia preparate nei libri dei profeti
Così la chiesa è l´ovile, la cui porta unica enecessaria è Cristo. E´ pure il gregge di cui Dio stesso ha preannunziato che sarebbe il pastore IS. 40,11 Ez. 34, 11 e le cui pecore, anche si governate da pastori umani, sono però incessantemente condotte al pascolo e nutritie dallo stesso Cristo, il pastore buono e principe dei pastori, il quale ha dato la sua vita per le pecore.
La chiesa è il podere o campo di Dio. In quel campo cresce l´antico olivo, la cui santa radice sono stati i patriarchi e nel quale è avvenuta e avverrà la ricociliazione dei giudei e delle genti. Essa è stata piantata dal celeste agricoltore come vigna scelta. Cristo è la vera vite, che dà vita e fecondità ai tralci, cioè a noi che per mezzo della chiesa rimaniamo in lui e senza di lui nulla possiamo fare.
Più spesso ancora la chiesa è dettaal´edificio di Dio. Il Signore stesso si è paragonato alla pietra che i costruttori hanno rigettata, ma che è divenuta la pietra angolare. Sopa quel fondamento la chiesa è stata costruita dagli apostli e da esso riceve stabilità e coesione. Questa costruzione viene chiamata in varie maniere: casa di Dio nella quale abita la sua famiglia, la dimora di Dio nello Spirito, "la dimora di Dio con gli uomini" e soprattutto tempio santo, rappresentato da santuari di pietra, che è lodato dai santi apadri e che la liturgia giustamente paragona alla città santa, la nuova Gerusalemme. In essa, infatti, quali pietre viventi, veniamo a formare su questa terraa, un tempio spierituale. E questa città santa Giovanni la contempla mentre nel finale rinnovamento del mondo essa sende dal cielo da preesso Dio "preparata come una sposa che si è adornata per lo sposo"
La chiesa che è chiamata "Gerusalemme ch è in alto" e "Madre nostra" viene pure descritta come l´immacolata sposa ell´agnello immacolato, sposa che Cristo ha amato e per la quale ha dato se stesso, al fine di renderla santa" che si è associata con patto indissolubile e che incessantemente nutre ese ne prende cura; che, dopo averla purifiata, volle a sé congiunta e soggetta nell´amore e nella fedeltà e che infine ha riempito per sempre di beni celesti, per poter noi capire la carità di Dio e di Cristo verso di noi, carità che sorpassa ogni conoscenza, E mentre la chiesa compie su questa terra il suo pellegrinaggio lontana dal Signore è come una esule, che cerca e desideral le cose di lassù, dove Cristo siede alla destra di Dio, dove la vita della chiesa è nascosta con Cristo in Dio, dove la vita della Chiesa è nascosta con Cristo in Dio, dove la vita della chiesa è nascosta con Cristo in Dio, dove la vita delal chiesa è nascosta con Cristo in Dio, fino a ch col suo sposo comparità rivestita di gloria.
SEGUIRA´ UNA PREGHIERA A CURA DI DON RENATO MONACCI SULLO STESSO TEMA "le immagini della chiesa".

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